Oggi vivere con l’HIV significa avere un’aspettativa di vita simile a chi non ha contratto l’infezione. La ricerca ha fatto passi da gigante, e continua a lavorare per offrire cure sempre meno invasive e sempre più efficaci, come una pillola unica o i farmaci long acting.
Ma in Italia sono circa 100.000 le persone sieropositive.
E ogni anno si registrano almeno 2000 nuove diagnosi.
Numeri ancora troppo importanti se si pensa che l’HIV, con i giusti accorgimenti, si potrebbe prevenire.
Questi numeri, praticamente, non dovrebbero esistere se ci fosse una corretta informazione, fin dalle scuole, e se si attuassero campagne di comunicazione e prevenzione più efficaci e capillari.
Lo stigma, a distanza di 40 anni dalla scoperta dell’infezione, è ancora prevalente nella società e molte persone sieropositive faticano a raccontare la loro condizione ad amici, colleghi e persino parenti.
Per chi ha HIV è anche complesso accedere a cure diverse rispetto a quelle che si ricevono dallo specialista di riferimento: per chi ha comorbidità accedere ad altri specialisti non è semplice. Lo stigma e un certo pregiudizio è presente, a certi livelli, anche nella sanità italiana.
Ne abbiamo parlato in questa live, il primo de “Gli incontri di MEDORA” dove, insieme a medici e pazienti, facciamo il punto della situazione sulle patologie e su come queste siano vissute dai pazienti.
In questo primo incontro abbiamo chiacchierato con:
Maria Mazzitelli, Specialista in Malattie Infettive e Tropicali, U.O.C. Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedale-Università di Padova
Giulio Maria Corbelli, Presidente PLUS ROMA – Persone LGBT+ Sieropositive
Paolo Vassalini, Specialista in Malattie Infettive e Tropicali, Università La Sapienza, Roma
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