Obesità infantile: la stiamo comunicando (e trattando) male

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Qualche giorno fa l’American Academy of Pediatrics ha rilasciato nuove indicazioni su come gestire e trattare l’ obesità infantile.

Si parla di interventi rigorosi che vanno a incidere sugli stili di vita e i regimi alimentari, si parla di farmaci e trattamentichirurgici.

Si parla di indice di massa corporea come la bibbia per indicare se un bambino ha obesità.

Si continua a trattare l’obesità solo da un punto di vista medico, dimenticandosi di ciò che causa l’obesità, del perché un bambino o una bambina hanno obesità, del perché i genitori non riescono ad aiutare i figli. Non si può semplicemente mettere i bambini su una bilancia, dare una dieta ai genitori, magari pure redarguendoli e pensare che così si risolva il problema. E’ stato fatto così fino ad oggi ed evidentemente non ha funzionato.

Anzi, l’obesità aumenta e aumenta lo stigma verso le persone con obesità.

Occorre ripartire dalla relazione e dalla comunicazione tra medici e bambino e genitori.

Occorre ripartire, secondo noi, dalla medicina narrativa.

Capire cosa causa l’obesità è la prima mossa da fare, prima ancora di mettere il bambino o la bambina sulla bilancia.

Si potrebbe provare a sostituire i cibi meno salutari con cibi più salutari, senza all’inizio limitare le calorie. S

i può andare incontro, anziché limitare.

L’obesità si sta comunicando male ed è per questo che non si riesce a gestire in modo corretto.

Qui sotto una riflessione video sul tema.


Fonti


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