La libertà di espressione ha un limite?

Esiste un limite alla libertà di espressione?

O questa libertà va difesa sempre, a qualsiasi costo, qualsiasi cosa si dica, incuranti delle conseguenze? Io credo che ogni libertà finisce nel momento in cui, per sostenerla, si calpesta quella degli altri.

La libertà di insultare o incitare una violenza non dovrebbe quindi essere permessa, ma in un paese democratico questo è un ragionamento possibile?

Su Twitter e altri social, i violenti sono tanti. Ragazzini perseguitati dal cyberbullismo, donne e uomini attaccati dagli haters di turno. La Rete pullula di violenza verbale. E i social ne sono in parte la causa.

Che fare quindi? Si fa finta di niente, in nome della libertà di espressione, o si lavora affinché questa libertà sia sempre etica, altrimenti non è più libertà? Si può esprimere disappunto, opinioni contrarie, pensieri opposti…sempre rispettando chi abbiamo di fronte e magari la pensa in modo assolutamente diverso. Si può fare.

Sapersi controllare di fronte a opinioni diverse, a situazioni che ci preoccupano o che troviamo ingiuste, è la sfida di questo secolo. I social hanno esacerbato gli animi, hanno dato la possibilità a chiunque di manifestare il proprio pensiero nel modo più becero possibile e sempre senza conseguenze.

Trump invece è stato bloccato. Ha compiuto un atto gravissimo, non grave. E mi auguro che ne risponda nelle sedi competenti. Twitter lo ha bloccato, credo, per evitare che diffondesse messaggi ancora più violenti, peggiorando quanto stava succedendo a Capitol Hill.

Può essere una reazione comprensibile perché siamo di fronte a qualcosa di straordinario. Ma questo fatto deve essere da monito perché una cosa del genere non accada più.

Da entrambe le parti.

Concordo con la posizione della Merkel: il giudice deve stabilire se Trump ha sbagliato, no Twitter. Altrimenti occorrerebbe, per coerenza, bloccare i profili di tutti coloro che incitano alla violenza in rete, che vomitano odio e augurano la morte. Sono tanti, ma i loro profili sono sempre attivi.

E’ una mossa giusta bloccare i loro account o forse occorre agire a monte, cercare di non arrivare a questo e sanzionare chi deve essere sanzionato, ma per mano della legge e non per mano di Twitter? Che come sanzione cancella l’account. Che paura.

Sono pesanti le mie parole, lo so. La libertà di espressione è un caposaldo della nostra democrazia e della Comunità europea. Ma dove ci sta portando questa libertà assoluta di esprimere i propri pensieri senza filtri? Insultare qualcuno, incitare altri a compiere violenze…sono diritti? E allora io ho il diritto di essere difesa da chi mi insulta, da chi vuole la mia morte, da chi incita alla violenza contro di me. I diritti valgono per entrambi. Ma visto che una situazione del genere è difficile da immaginare, occorre lavorare affinché episodi come quello di Capitol hill o altri minori ma che hanno fatto danni seri (penso ai ragazzini vittime di cyberbullismo) non si ripetano mai più.

Le istituzioni devono vigilare e diffondere una comunicazione etica, dare esempi, prendere le distanze da chi comunica nel modo sbagliato.

Occorre agire. Non si può soprassedere, buttando tutto dentro il calderone della libertà di espressione.

Credo che l’episodio di Trump potrebbe dare il via a un ragionamento più ampio, in cui le piattaforme smettono i panni dei giudici e i giudici, quelli veri, iniziano a considerare la questione in modo serio e a prendere provvedimenti.

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